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Con il passare delle festività natalizie tutti dobbiamo continuare a sentirci più buoni e più disponibili verso il nostro prossimo. Forse le difficoltà che tutti stiamo attraversando ci condizionano non poco, ma se ci soffermiamo sulla solennità delle feste, ormai trascorse, ci rendiamo conto di quanto ci possano aiutare a riappropriarci di quel po’ di serenità di cui tutti abbiamo bisogno. Sono sicuro che se ci compattiamo e se uniamo le nostre forze, sempre sotto la guida del nostro San Lazzaro, saremo in grado di fare delle buone cose e di sentirsi , interiormente, gratificati. Quest’ultime devono essere fatte con il cuore e con quella cristianità che ci deve sostenere e sospingere a sempre meglio supportare sia il nostro vicino sia quella moltitudine di persone meno fortunate di noi. E’ con il cuore in mano che vi auguro tanta salute e tantissima serenità, ma mi corre anche l’onere di rammentarvi di imparare a godere delle cose semplici e naturali, pur rimanendo in attesa di quelle più elevate e consistenti. Con gli auguroni di un sereno 2012, che con tanto e sincero affetto vi invio, vi ricordo anche le parole del nostro Papa il quale ci esorta ha tenere nella giusta considerazione l’importante ruolo che riveste nella nostra società , “la FAMIGLIA”. Termino sperando che la luce del 2012 illumini il nostro cammino futuro e che la SPERANZA nel futuro e, la sempre radicata FEDE in NOSTRO SIGNORE, sia foriero di un qualcosa di bello, per noi e per i nostri cari. Gen.CC (a) Cav. Uff.Basilio dr. VIOLA Gran Priore d’Italia dell’OMOSLJ AUTUNNO 2011-2012

Carissimi Confratelli, Gentilissime Consorelle e Amici, è con vera e sincera gioia nonché affetto, che desidero salutarVi nelle sentita e profonda speranza di poterVi rivedere presto e poter parlare delle cose belle che ci sono capitate e che mi auguro foriere di tanta gioia e apportatrici di tanta, ma tanta serenità, in un momento particolarmente difficile, non per tutti, ma per molti di noi. Tutti siamo ben consci di ciò che ci attende in merito all'immediato AUTUNNO e nel seguire, nell'INVERNO. Se è vero come è vero che i tempi saranno senza dubbi duri e difficili, "lacrime e sangue", alias sacrifici, è nostro peculiare dovere prepararci moralmente, spiritualmente nonchè materialmente, affinchè si possa essere preparati ad assistere coloro , sempre più numerosi, che avranno bisogno di qualsivoglia genere di sostegno. Nel passato abbiamo fatto tanto, e ne dobbiamo essere orgogliosi, ma con maggior impegno e collaborazione saremo, senza dubbio, in grado di fare e di dare di più e meglio . Il nostro impegno futuro deve essere finalizzato al bene del nostro Paese, alla salvaguardia della nostra "Italianità" e ad un futuro migliore per i nostri figli, per i nostri nipoti. Questa nostra meravigliosa PATRIA necessita dell'aiuto di tutti e NOI non possiamo e non dobbiamo sottrarci a questo richiamo, anche per quei VALORI per i quali i nostri nonni hanno immolato la loro vita, per quel TRICOLORE, per quella PATRIA, per quella ITALIANITA' che ci devono essere di sprone nei momenti più difficili. Sono sicuro che vi impegnerete al massimo, come nel passato, così come sono sicuro che il nostro Patrono San Lazzaro non ci farà mancare la Sua guida. Gran Priore d'Italia Gen.B.CC(a). Cav. Uff. Dr.Basilio VIOLA GCLJ
 STORIA 17 ottobre Il 17 ottobre 1244 a La Forbie (odierna Herbiya), nei pressi di Gaza – oggi conosciuto come la Battaglia di Gaza. Il 17 ottobre 1244 sulla pianura di la Forbie (Herbiya) si affrontarono con gli eserciti congiunti di Damasco e Acri. Il primo era comandato dal Principe di Homs e Al-Mansur Ibrahim. Il secondo comprendeva 600 cavalieri secolari al comando di Filippo di Montfort e Walter di Brienne, 600 Templari e Ospitalieri guidati da Armand de Perigord e da Guglielmo di Chateauneuf, numerosi Teutonici e un piccoli contingenti di sergenti e cavalieri del Ordine di San Lazzaro, quale ebbero un ruolo eroico nella funesta battaglia di Gaza. I cristiani tenevano l'ala destra, i damasceni erano al centro, an-Nasir con l'esercito di Kerak e la cavalleria beduina doveva sostenere l'ala sinistra. Gli egiziani attaccarono i cristiani. I khwarizmiani si slanciarono contro i damasceni e i loro alleati. I damasceni, che già avevano sconsigliato di scendere in campo, non ressero e si ritirarono immediatamente. Le schiaccianti forze dei khwarizmiani fecero una conversione e colpirono di fianco i cristiani che combatterono valorosamente fino alla morte. Nel giro di qualche ora l'esercito latino-damasceno fu annientato. Alla sera sul terreno vermiglio giacevano 5000 morti tra cui un numero imprecisato di Templari (260/300). Il Gran Maestro del Tempio probabilmente fu tratto in catene al Cairo insieme ad altri 800 sciagurati. Dopo questa battaglia gli Ordini monastici furono decimati: sopravvissero 33 Templari, 26 Ospitalieri e 3 Teutonici sembra che tutti i sergenti e cavalieri del Ordine di San Lazzaro sul campo sono stati massacrati.
Un saluto cavalleresco Stephan
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